Category: spazio teatrale napoletano

giugno 1st, 2012 by Giuseppe Grasso

Teatro Zurzolo Live

 

Il Teatro Zurzolo Live-ZTL nasce nel giugno 2012 ad opera di Marco Zurzolo, grande sassofonista e compositore napoletano, e Maria Manuela Renno, cantautrice e musicista, per creare uno spazio teatrale all’interno del quartiere Stella-San Carlo all’Arena e si ripropone di essere un polo culturale che lavori sulla preparazione e sulla presentazione di un’offerta culturale a tutto tondo, comprendente teatro, musica e arte. La sua sede, la restaurata secentesca Cappella Mauro, offre la giusta dose di suggestione storico-archeologica, recando su di sé testimonianze delle epoche antica, ellenistica ed altomedievale, nel solco di quello che è uno dei tratti salienti di Napoli, ossia la stratificazione indiscriminata di lasciti culturali, storici e archeologici diversi in un coacervo inscindibile. La cappella, di proprietà dei frati oblati, ha riaperto i battenti proprio grazie all’associazione, che ha presentato il progetto con il quale lo spazio, dopo più di venti anni, è stato recuperato ed è ora fruibile da tutta la città.

Lo ZTL offre corsi di musica, canto e arti applicate agli iscritti di tutte le età, dai tre ai novantanove anni. Il percorso educativo si basa sulla propedeutica infantile e sull’insegnamento dei singoli strumenti e della musica d’insieme. I molti corsi, oltre a quello di teatro, si possono dividere in quelli per bambini e in quelli per adulti. Dei primi fanno parte quelli di gioco danza (3-5 anni), prima infanzia (3-5 anni), propedeutica musicale (6-10 anni) e propedeutica strumentale e corale (11-14 anni); per gli adulti l’offerta consta nei corsi di musica e coro d’insieme, di musica d’insieme di tango argentino e di ikebana (l’arte giapponese di composizione floreale artistica), quest’ultimo diviso in vari livelli. Il corpo docenti è composto da Angelo Beneduce, Mariagrazia Cappabianca, Maria Domenica Castrì, Fabio D’Onofrio, Umberto Guarino, Carlo Lomanto, Domenico Matania, Mario Nappi, Paolo Palapoli, Maria Emanuela Renno, Francesca Zurzolo e Marzo Zurzolo.

Non dimentico della sua anima jazz, comunque, lo ZTL offre ai suoi avventori una corposa offerta musicale in tal senso: basti pensare che nel solo mese di maggio (2018, ndr) saranno proposti quattro appuntamenti jazz: il primo il 7/5, con la Robertinho De Paula Jazz (Robertino De Paula, Leonardo De Lorenzo, Gianfranco Coppola); il secondo il 14/5 con il Riccardo Biseo Trio (Riccardo Biseo, Nicola Biselli, Lucio Turco); il terzo il 21/5 con il Trio di Napoli (Marco Zurzolo, Pippo Matino, Giuseppe La Pusata; il quarto il 28/5 con l’Intercat 5et (Pino Melfi, Alessandro Tedesco, Dino Plasmati, Vittorio Palmisano, Marcello Nisi). Tra gli eventi passati possiamo citare il concerto di Mario Romano Quartieri Jazz, “Le 4 Giornate di Napoli”, e quello di Simone Alessandrini, “Storytellers”, con l’accompagnamento di Antonello Sorrentino, Riccardo Gola, Riccardo Gambatesa e Federico Pascucci.

Lo ZTL vuole però anche e soprattutto essere uno strumento di rivalutazione sociale e territoriale, tramite la quale giungere infine ad una rivalutazione del capitale umano cittadino, specialmente la sua parte più giovane. Per citare le parole stesse dell’associazione, “Il nome che abbiamo dato allo spazio vuole, con ironia, richiamare a un neologismo che a nostro parere simboleggia l’inizio di una rinascita della dimensione umana della città, tenerne a mente le tante ricchezze e ricordare la necessità di ricostruire l’anima del luogo, a partire dalle sua essenza e dai suoi giovani abitanti.”

Pur configurandosi come spazio a vocazione jazz, lo ZTL ha un suo cartellone teatrale e ospita uno spettacolo a settimana nei weekend.

 

Direzione e botteghino

Via Giuseppe Piazzi 59, Napoli

zurzoloteatrolive@gmail.com

 

Come arrivare

Metro linea 1 (fermata Museo) e linea 2 (fermata Cavour)

Bus linee 147, 182, 184 e 201

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gennaio 1st, 2008 by Giuseppe Grasso

Associazione Progetto Sonora

 

L’associazione Progetto Sonora Network & Performing Arts, diretta da Eugenio Ottieri e Marco Apolloni, nasce nel 2008 e vanta dieci anni di esperienza nel campo della musica. Promuove e produce svariati progetti che spaziano dai concerti al teatro musicale per adulti e bambini, a serate organizzate nei vari musei cittadini e vanta la collaborazione con numerosissimi enti ed artisti locali e nazionali. Come altre associazioni, collega l’arte all’architettura, scegliendo come palcoscenico per i suoi spettacoli luoghi importanti della città di Napoli e non solo, nell’ottica di una valorizzazione culturale a tutto tondo del patrimonio artistico campano: tra i luoghi visitati possiamo citare la Casina del Principe di Avellino; l’Hortus Conclusus e l’azienda Strega a Benevento; la Cappella Palatina della Reggia e il Belvedere di S.Leucio a Caserta, le Ville Vesuviane di Campolieto, Ruggiero, Favorita, Bruno, delle Ginestre e il Palazzo Reale di Portici; il Castello di Arechi a Salerno; Villa Rufolo a Ravello; il Duomo, la Sala del Lazzaretto dell’Ospedale della Pace, la cittadella monastica di Suor Orsola Benincasa, il Museo MADRE, la Certosa di San Martino, il Museo di Capodimonte e il Palazzo Reale a Napoli.

Sono moltissime, inoltre, le manifestazioni organizzate dall’associazione, o cui essa ha partecipato: Spinacorona, Un’Estate al MADRE e I Cortili del Jazz a Napoli; il Salerno Arechi Festival a Salerno; Il Sorriso del Vulcano in vari comuni vesuviani; il Festival MozArt Box a Portici; Incontri Musicali Sorrentini a Sorrento; Concerti d’estate a Villa Guariglia a Raito; il Benevento Città Spettacolo a Benevento; il Leuciana Festival a Caserta; Estate Musicale Frentana a Lanciano; il Festival Les Italiens di Parigi.

Attualmente, per quanto riguarda la drammaturgia, Progetto Sonora gestisce lo spazio del “Teatro dei piccoli” assieme ad altre associazioni del territorio (“Le Nuvole-Casa del contemporaneo” e “I Teatrini”), occupandosi della parte musicale. Il teatro, di 500 posti, si trova nella Mostra d’Oltremare di Napoli, nella zona di Fuorigrotta, un plesso grande, accogliente e pieno di verde. Organizza, inoltre, la rassegna “Il Nuovo suona giovane” che va in scena da gennaio a maggio al teatro Nuovo di Napoli.

Nello spazio si tengono anche dei corsi di formazione, gestiti dalla responsabile Francesca Ruoppolo, volti all’educazione musicale dei bambini e degli insegnanti. Una volta formati, gli esperti vanno in giro per le scuole, offrendo le loro competenze per cercare di far avvicinare al mondo della musica i più piccoli. Del resto Progetto Sonora ha da sempre un’attenzione particolare per i giovani e i giovanissimi: da diversi anni cura progetti artistici e teatrali dedicati solo a loro, attraverso decine di laboratori, progetti speciali e spettacoli artistici, teatrali e cinematografici. Ancora una volta, comunque, la musica la fa da padrona: l’associazione infatti sostiene fin dal 2011 il Sistema delle Orchestre e dei Cori Infantili Giovanili d’Italia, ed ha dato vita ai Sonora Junior Sax, una banda di 60 giovani sassofonisti.

Tra i fiori all’occhiello dell’associazione Progetto Sonora figura il progetto Scatola Sonora, che nel 1997 ha dato vita al progetto Quodlibet – Eventi, dedicato alla musica contemporanea europea che per l’occasione viene suonata in luoghi particolarmente suggestivi per acustica e ambientazione, magari calzante il più possibile con il soggetto dell’opera. Per questi motivi, poi, in tali occasioni la fusione tra musica e teatro è stata particolarmente forte e riuscita; basti pensare ad appuntamenti quali “Piedigrotta lunaire”, “Lamento di una monaca”, “Oratorio”, ecc.

L’associazione offre spettacoli sempre nuovi e che fanno riferimento ai generi musicali più disparati; dalla musica classica a quella contemporanea, con un’offerta che può essere interessante per un pubblico vario ed eterogeneo.

 

Direzione e botteghino

Piazza Cavour 9, Napoli

info@progettosonora.it

 

Come arrivare

Metro linea 1 (fermata Museo) e 2 (fermata Cavour)

Bus linee 182, 184, 201 e 147

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gennaio 1st, 2008 by Giuseppe Grasso

Teatro Civico 14/Spazio X

 

La cooperativa Mutamenti/Teatro Civico 14 nasce nel 2005 ; il teatro, da ottanta posti, viene fondato alla fine del 2009 in Via della Ratta. Nel 2016 viene fondata la nuova sede “Spazio X”, uno spazio polifunzionale 100 mq con quindici postazioni che offre anche coworking, sala prove per le compagnie e formazione teatrale, oltre a varie attività che non riguardano solo la formazione artistica.

La filosofia della compagnia Mutamenti, arricchita da anni di collaborazioni ed esperienze in campo cinematografico e teatrale, è quella del confronto, della contaminazione e della commistione di talenti diversi per creare progetti sempre più innovativi. Tra le collaborazioni citiamo quelle con C.RE.S.CO., Artemisia, Arci Caserta, Blow up film, Caserta film lab, Morks e Malivì.

A tutto questo si aggiunge un costante impegno civile, come ad esempio nella lotta alle mafie, all’insegna della ricerca della modernità e dei suoi temi cruciali.

I giovani. simbolo per eccellenza della novità e della sperimentazione, sono sempre al centro dell’attenzione del Civico 14, e offre loro una corposa offerta artistica e didattica, volta alla ricerca e alla formazione.

La compagnia è composta da Roberto Solofria (attore, regista, docente) , Rosario Lerro (attore, regista, docente), Ilaria Delli Paoli (attrice e organizzatrice), Marco Ghidelli (fotografo e addetto alle luci), Antonio Buonocore (scenografo), Luigi Imperato (drammaturgo e regista), Antimo Navarra (attore), Alina Lombardi (costumista), Alessia Guardascione (addetta alla rete e ai social), Paky Di Maio (musicista), Sara Scarpati (attrice e docente) e Napoleone Zavatto (addetto stampa).

La cooperativa si occupa anche di produzioni per Napoli e il teatro di Caserta e offre ai suoi numerosi allievi corsi articolati su tre livelli di esperienza (base, intermedio, avanzato) e stage sul campo. Le produzioni del Civico 14 sono a tutt’oggi: Viola (io ti amavo), Questione di un attimo, Il macero, Enrico l’ultimo, Rivoluzione d’amore, Il sogno di Rosaspina, K, Il più grande del mondo, Cenerè, Chiromantica ode telefonica agli abbandonati amori, Di un Ulisse di una Penelope.

I corsi sono molti e articolati. Quelli teatrali si dividono in Oplà teatro (6-10 anni), L’attore capovolto (11-13 e 14-18 anni), La grammatica della scena (dai 18 ai 99 anni e diviso in base, medio e avanzato) e Laboratorio 14, un progetto speciale basato su molti corsi laboratoriali (dalla dizione alla storia del teatro, dal mimo all’improvvisazione, dalla regia alla scenografia) pensato anche per gli ex allievi. A tutto questo si aggiungono altri corsi su altre materie e discipline, quali yoga, inglese, dizione, parlare in pubblico, qi gong, tai chi e danza.

Tra le onorificenze di cui gode il Civico 14 spiccano sicuramente il riconoscimento come luogo artistico e culturale di rilievo cittadino e nazionale, il riconoscimento della compagnia da parte della Regione Campania e il Premio Landieri, conseguito nel 2013.

Trascorrere una serata al Civico 14 vuol dire immergersi in una realtà attenta al contemporaneo e che propone un modo diverso di vedere le cose.

 

Direzione e botteghino

Via Petrarca c/o Spazio X, Caserta

info@teatrocivico14.it

 

Come arrivare

In auto, percorrere la E45, la SS162dir o la A1

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gennaio 1st, 2007 by Giuseppe Grasso

Associazione Officina teatro

 

Officina Teatro nasce nel 2007 da una fabbrica dismessa come centro di produzioni teatrali e cinematografiche, partendo dall’esigenza di dare spazio al teatro contemporaneo, e si propone di essere un contenitore per le nuove forme teatrali. Si impegna inoltre a far conoscere al pubblico tutto il processo creativo che c’è dietro la recitazione.

Le menti dietro il fenomeno in provincia di Caserta sono Maria Macri, per la direzione organizzativa, e Michele Pagano, per la direzione artistica

Lo spazio è innovativo sotto tutti i punti di vista: qui non ci sono poltrone rosse, ma gradinate in movimento, per proiettare il pubblico sul palco con la rottura della quarta parete e coinvolgerlo fino in fondo nello spettacolo.

Nel corso della sua storia l’Officina si è configurata anche e soprattutto come centro di studio, ricerca, sperimentazione, ponendo l’accento sulla formazione, il dibattito e l’aggiornamento, oltre a numerose iniziative volte a diffondere lo spettacolo e la cultura in genere. Stage, corsi, laboratori, seminari hanno ospitato ospiti di stampo internazionale. C’è anche un laboratorio per i più piccoli, per educare i giovani nell’ottica di un avvicinamento formativo e consapevole al teatro, senza tralasciare la fondamentale dimensione del gioco.

Fare e studiare teatro presso l’Officina significa anzitutto mettersi in gioco come persone, al fine di esprimersi a tutto tondo mediante la comunicazione e la creatività. Tutto questo, naturalmente, all’insegna della modernità, attraverso l’applicazione di tecniche didattiche e la sperimentazione di linguaggi contemporanei. Un discorso analogo si può fare per gli stage, tenuti da esponenti del settore di chiara fama; dalla stagione 2008/2009 l’Officina ha ospitato infatti nomi del calibro di Michele Monetta, Gary Brackett, Cesare Brie, Roberta Nicolai, Antonello Tudisco, Mimmo Borrelli (due volte), Davide Iodice, la Compagnia Manovalanza Teatro, Alessandra Fabbri, la Compagnia Carullo-Minasi, la Compagnia Civilleri Lo Sicco ed Emanuele Valenti.

L’Officina ha già prodotto un elevato numero di spettacoli: Sabbia, Vietato attraversare i binari, Alice nel paese delle meraviglie, La corale dei nomi propri, Sia santificato il mio nome, Andante 01. Viaggio verso il mondo di Oz, Risveglio di primavera, La regina delle nevi, Vanille: per un dolce morir, Peppino: mani dell’angelo, Hansel e Gretel: primo secondo e contorno, Due, Le 99 stanze di Berconach, Autovelox, La prima casa, Stuntman, La città di cara, Album di Famiglia, Reverse, I giorni felici di Beckett sono finiti, Antigone, Lovers, L’ultima sposa: Sherazade, Sola: naufragar m’è dolce in questo mare, La sirenetta: il mondo di sopra, Da consumarci preferibilmente dopo morti, La Cenerentola, Le ore dorate.

L’Officina ha in cantiere o ha già realizzato anche alcuni interessanti eventi progetti volti a portare il teatro al di fuori degli spazi convenzionali, ed immergerlo nella realtà di tutti i giorni, sia essi strade, bar, perfino condomini, in una commistione di vita e arte che lascia davvero sbigottiti: Hinterland, Condomini, C.offi, Fermata camper, Escort, La tredicesima, Sali d’argento e Invisi-bili.

La compagnia gira instancabilmente l’Italia portando spesso molte novità in Campania, preferendo portare il frutto delle sue esperienze in casa propria e arricchire la sua terra natale, piuttosto che dover essere costretta ad esportare altrove quanto di buono può esistere anche e soprattutto qui.

Trascorrendo una serata con Officina Teatro si può conoscere da vicino tutta la fatica e le difficoltà dell’arte, e assistere al rituale del cerchio magico che si forma tra pubblico e attori.

 

Direzione e botteghino

Via degli antichi platani 10, San Leucio (CE)

info@officinateatro.com

 

Come arrivare

In auto, percorrendo le strade A1, E45 e A30

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agosto 7th, 2003 by Giuseppe Grasso

Associazione Start Interno 5

 

L’associazione culturale Start Interno 5 nasce il 7 agosto 2003 ad opera di cinque giovani artisti napoletani che si rendono indipendenti per seguire i propri progetti come compagnia autonoma. Lo Start ha una cultura teatrale a tutto tondo e infatti gestisce ogni aspetto del mondo teatrale: dalla messa in scena alla produzione, dai laboratori alle rassegne, fino ad arrivare alla danza e alle arti performative in genere. Volendo però porre l’enfasi su uno di questi aspetti in particolare, possiamo dire che lo Start Interno 5 si occupa anzitutto dell’organizzazione degli spettacoli e più in generale di attività volte alla diffusione e alla conoscenza del teatro a Napoli e non solo.

Già dal 2005 lo Start Interno 5 gestisce e partecipa al Festival internazionale dell’attore, creatura di Paolo Coccheri; negli anni 2006, 2008, 2009 e 2011 dirige, organizza e produce Movilmentale, rassegna di danza e video-art; nel 2008 collabora con il Napoli Teatro Festival producendo “Cosa deve fare Napoli per rimanere in equilibrio sopra un uovo” di Enrique Vargas e “Vedrai andrà tutto bene” di Monika Pormale; nel 2009 cura la programmazione di “Incontri d’artista” e produce la prima edizione del sud Europa di E45 Fringe Festival, replicando l’anno successivo in collaborazione con la Fondazione Campania dei Festival; nel 2010 organizza per il comune di Montalcino la XXXI edizione del festival internazionale cittadino; ha diretto le rassegne Inpalco Tour, Spremi Tour, e Game Over; è stata partner del progetto europeo “Focus on art and science”; ha promosso lo “Speed dating teatrale”, incontri velocissimi per spettacoli in cerca di distribuzione. E questo solo per citare alcuni dei prestigiosi eventi cui ha preso parte, spesso, come si è visto, come cuore pulsante della manifestazione stessa.

Dopo essere a lungo rimasto senza sede lo Start Interno 5 ha trovato la sua casa a Palazzo Diomede Carafa, in via San Biagio dei Librai, palazzo storico del XV secolo, e ha chiamato in modo benaugurante la sua nuova dimora Start, “inizio”, che è però anche l’acronimo di “Sanbiagio Theaterandperforming ARTs” (teatro e arti performative di San Biagio). Da qui gli artisti emergenti vengono invitati a far nascere e sviluppare i loro progetti e viene loro proposta una variegata offerta formativa per bambini e adulti, con un laboratorio teatrale, uno di marketing e produzione e uno di danza, con una compagnia da tre anni riconosciuta dal Ministero. In collaborazione con Dedalus, inoltre, si organizzano corsi per minori soli o sottratti alla strada.

Lo Start Interno 5 può vantare collaborazioni con alcune tra le più importanti istituzioni culturali e teatrali Italiane ed europee: la Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee di Firenze, la Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto, Pontedera Teatro, la Rencontres Choreographiques di Parigi, il museo di Lubyiana, il Teatro d’Arte di Mosca, il Teatro de los Sentidos di Barcellona, il Grenoble e il Goethe di Napoli, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, il Circuito Campano della Danza, il Museo MADRE, il Teatro Galleria Toledo, il Teatro Mercadante di Napoli. Emerge quindi con forza il respiro internazionale di questa associazione.

Tra le personalità che hanno collaborato con lo Start Interno 5 ricordiamo Ferruccio Soleri, Jerzy Suhr, Franco Scaldati, Nicolaij Bogdanov, Anton Milenin, Laura Curino, Cesar Brie, Giorgio Barberio Corsetti, Chiara Guidi, Isa Danieli, Nikolaij Skorik, Claudio Remondi e Riccardo Caporossi, Enrique Vargas, Saverio La Ruina, Bruno De Franceschi, Matteo Tarasco, Acushla Bastible, Luca Scarlini, Nicole kehrberger, Michele Andrei, Gianfranco Berardi, Benedetto Sicca.

Trascorre una serata allo Start significa confrontarsi con progetti e testi inediti in un’atmosfera intima e familiare, che cerca e apprezza il confronto con il pubblico.

Attualmente l’associazione sta sostenendo una raccolta fondi per finanziare la “Scuola elementare del teatro”:
https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-la-scuola-elementare-del-teatro-conservatorio-popolare-delle-arti-della-scena/

 

Direzione e botteghino

Via san Biagio dei librai 121, Napoli

interno5start@gmail.com

 

Come arrivare

Metro linea 1 fermata Università, percorrere in salita tutta via Mezzocannone e girare a destra

Bus linea 201 e R2, percorrere in salita tutta via Mezzocannone e girare a desta

 

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gennaio 1st, 2001 by Giuseppe Grasso

Associazione Madrearte

 

L’associazione Madrearte nasce nel 2001 e fonda il proprio spazio nel 2015 a Villaricca, proponendosi come punto di riferimento, anche morale, per la provincia nord di Napoli. Dalla seconda stagione infatti sono arrivati i primi abbonati e habitué, attratti anche dal variegato cartellone che unisce spettacoli più classici con quelli di avanguardia e di cabaret.

L’associazione propone una ricca offerta formativa, che comprende corsi di teatro (diviso in quattro fasce d’età, comprende le seguenti materie: improvvisazione, gioco teatrale, gestualità e corpo, dinamiche di gruppo, tecniche della recitazione, mimo, regia, scrittura teatrale, tecniche della comunicazione, preparazione provini, psicologia teatrale, trucco, arte scenica, scenografia, maschere), canto (tecnica vocale, dizione, respirazione diaframmatica e postura, musica d’insieme, solfeggio, educazione musicale, storia della musica, canto lirico, canto contemporaneo, recitazione e arte scenica), cinema (montaggio, fotografia, regia, sceneggiatura e recitazione), musica (chitarra, basso, batteria, tammorra, pianoforte, percussioni, flauto, fisarmonica) e la cosiddetta palestra teatrale, un interessante laboratorio dove si studiano tecniche della recitazione, educazione vocale, regia, improvvisazione, mimo, tecnica della comunicazione, psicologia teatrale, arte scenica, scrittura teatrale, training attoriale e allenamento su corpo e voce.

L’associazione organizza poi la rassegna teatrale “Pan Teatro” insieme a diverse compagnie di artisti, che si configura come un vero e proprio festival che va da aprile a maggio. La scelta del titolo viene così motivata dall’associazione stessa: “Abbiamo unito due significati di valore, Pan da Panicocoli, la denominazione arcaica  che il Comune di Villaricca ebbe fino al 1871, per dare quindi lustro al territorio dove si svolge il festival; Pan, dal “pane” e dal lavoro faticoso e umile per realizzarlo, come quello del teatro che vede lievitare con pazienza la crescita delle proprie opere, come dall’impasto al pane.” L’edizione del 2018 è partita il 6 aprile e prevede 24 appuntamenti, con diciannove spettacoli in concorso e quattro fuori corso, mentre le premiazioni si terranno il 10 giugno. Accolta con entusiasmo dalla città di Villaricca, Pan Teatro avrà una giuria composta non solo da tecnici, ma anche da venti ragazzi, con l’obiettivo di promuovere il teatro tra i più giovani e di portarli tra palchi e platee.

Gli artisti del Madrearte collaborano con diversi enti ed agenzie: è possibile scritturarli come ventriloqui, maghi, giocolieri, ballerini di danza aerea, acrobati, cabarettisti, mimi, artisti circensi, artisti del fuoco e delle bolle di sapone, piano bar, dj, servizio audio-luci-video.

Tra le produzioni del Madrearte ricordiamo “Impotente e prepotente”, “Sakketti in rivolta… balle ed ecoballe”; “Napoli in bianco e nero”, “L’etichetta”, “Abbascio ‘a grotta” e “Il passaggio… l’eco di un teatro occupato”.

Madrearte si impegna anche nel sociale: nel febbraio 2018 ha partecipato al progetto Stop Bullying, insieme ad altre realtà del territorio, per contrastare il dilagante e preoccupante fenomeno del bullismo, sia fisico che virtuale.

Fiori all’occhiello del Madrearte sono lo spettacolo autoprodotto “Scherzi da preti”, portato in scena con grande successo tra gennaio e febbraio di quest’anno (2018, ndr) e che diventerà una sit-com in onda prossimamente sul web, e i numerosi riconoscimenti come realtà di eccellenza del territorio a nord di Napoli.

Essere spettatori del Madrearte per una sera quindi equivale a conoscere un contesto di qualità e di spessore.

 

Direzione e botteghino

Via della Repubblica 173, Villaricca (NA)

info@madrearte.it

 

Come arrivare

In auto, tramite SP1 oppure Strada Comunale Asse Perimetrale di Melito-Scampia

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gennaio 1st, 2001 by Giuseppe Grasso

Associazione La festa dei folli

 

L’associazione nasce nel gennaio 2001, dopo aver curato una serie di eventi teatrali a Nola. In seguito ha iniziato a organizzare anche rassegne di musica dal vivo, cineforum e incontri in generale che promuovessero il confronto, il dibattito, la crescita, lo scambio di opinioni. Ha anche ospitato registi e attori di associazioni diverse, come nel caso dei rappresentanti delle associazioni etiopi a Napoli, con i quali hanno trattato il tema dell’infibulazione. Ancora, la rassegna di quest’anno, la diciottesima edizione, è dedicata al tema del femminicidio, che sta purtroppo emergendo come uno dei più diffusi fenomeni di violenza. Inoltre, dopo la serata, viene offerto sempre un momento conviviale per favorire l’incontro tra le persone.

La festa dei folli, però, denuncia anche diverse difficoltà, a cominciare da una parte della cittadinanza che fatica ad avvicinarsi al teatro: questo perché c’è chi, deluso dall’andamento della vita cittadina, stenta a riconoscerla come una comunità e a sentirsi parte di essa. E le stesse istituzione, infatti, sono accusate di non fornire abbastanza aiuto, e quando arriva è necessaria una non indifferente sollecitazione: “Purtroppo siamo e ci vedono come la provincia povera e dimenticata di Napoli”, denuncia l’associazione. Basti pensare che pur essendoci un teatro, a Nola, vuoi per una programmazione soprattutto nazional-popolare, vuoi per una diffusa diffidenza verso le compagnie amatoriali, vuoi per i motivi in precedenza descritti, esso non è frequentato come potrebbe; di conseguenza la Festa dei folli si sforza di invitare personaggi più noti, come Renato Carpentieri, Enzo Moscato, Floriana Cangiano, la cui presenza riesce a creare un maggior entusiasmo, al punto di coinvolgere comunità di appassionati da altre città, come Roma o Salerno.

L’associazione fornisce anche corsi di formazione e laboratori teatrali per adulti e bambini (tra cui quello di dizione), ma anche di fotografia e cinema (filmmaker). Si configura come una comunità innanzitutto professionale, che ha come scopo la formazione della comunità prima dell’informazione. Settimanalmente si riunisce per discutere dei temi ritenuti più importanti. La cultura, insomma, viene trattata a 360 gradi.

La convivialità alla quale abbiamo accennato in precedenza è un’altro dei punti di forza della Festa dei Folli, ed ha un nome ben preciso: Ristobistrò. Vero e proprio prolungamento “fuori tema” dell’associazione, fornisce ai suoi avventori momenti di gastronomia di qualità, di ristoro e divertimento in qualsiasi momento della giornata, dal mattino fino al dopocena. Si può fare colazione leggendo un giornale, intrattenersi chiacchierando con gli amici nel pomeriggio, sorseggiare un aperitivo in serata; un’offerta sicuramente inusuale e interessante, che non può che favorire la socialità e il rinsaldarsi di una comunità di affezionati. Il Ristobistrò è disponibile anche per l’organizzazione di eventi esterni.

Tra le attività promosse dalla Festa dei Folli una menzione speciale spetta allo sportello interculturale ZADIG, in collaborazione con le autorità locali e rappresentanti delle comunità di extracomunitari, all’insegna del dialogo, del rispetto e della reciproca comprensione. Tra quelle più inusuali e curiose, invece, c’è “Ospita un artista”, con cui è stata invitata la cittadinanza ad accogliere per una notte un artista in procinto di esibirsi con l’associazione.

La Festa dei Folli può inoltre vantare la collaborazione con talentuose compagnie teatrali e volti noti dello spettacolo, anche del mondo del cinema e della musica: Rossotiziano, Teatro Segreto, Nuovo Teatro Nuovo, Coop. Il Teatro, Enzo Moscato, Teatro Stabile di Calabria, Liberascenaensemble, Scimone e Sframeli, Scena Verticale, Koreja, Iaia Forte; i musicisti jazz Zurzolo, Farias, Massa, Onorato; importanti esponenti del mondo cinematografico come Castellano, Capuano, Incerti, Patierno, Senatore; vanta poi un cospicuo coinvolgimento di personalità della società civile, della cultura e della politica.

Il pubblico che decida di trascorrere una serata con La festa dei folli avrà sicuramente l’occasione di vivere un’occasione segnata dalla professionalità, dalla cultura, dal piacere di stare insieme e di confrontarsi.

 

Direzione e botteghino

Via Principe di Napoli 89, Nola

lafestadeifolli@libero.it

 

Come arrivare

In auto, percorrendo la SS162dir, la A16 e la E842

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gennaio 1st, 1992 by Giuseppe Grasso

Associazione Théâtre De Poche

 

Il Théâtre De Poche nasce per opera di Lucio Alloca e Sergio Di Paola nel 1992. I due si frequentavano all’Accademia del Bellini e decisero di tracciare un percorso simile a quello dell’omonimo teatro di Parigi perché volevano fare teatro dell’assurdo francese, ispirandosi al mondo della Rive Gauche. Da lì in poi è iniziata un’esperienza che si attiene alla collaborazione con spettacoli e cortometraggi di rilievo.

Nel 2001 ha trovato sede a via Salvatore Tommasi, spazio che ha un laboratorio di grande rilievo e che organizza una rassegna di spettacoli con la propria compagnia, “Le pecore nere”. Dopo due anni infelici di ristrettezze economiche il teatro ha ripreso a pieno la sua attività organizzando la propria rassegna, coltivando i grandi fermenti soprattutto dei gruppi meno conosciuti e ospitando opere di straordinario interesse.

Tra gli spettacoli recentemente messi in scena ricordiamo “Big Ben ha detto stop” di Massimo Di Matteo, sulla vita di Enzo Tortora, lo sfortunato protagonista del noto caso malagiustizia che lo colpì negli anni ’80, e “Noche de la barraca”, omaggio al poeta Federico García Lorca, tra i più famosi della letteratura spagnola e giustiziato dai fascisti di Franco poiché omosessuale.

Il Théâtre De Poche presta molta attenzione ai giovani offrendo loro laboratori di alta qualità didattica. I corsi sono due: l’E-Laboratorio Accademico, che si tiene quattro pomeriggi a settimana, e l’After Hours, che prevede invece due lezioni a settimana, sempre nelle ore pomeridiane. Nei giorni settimanali i corsi seguono il normale programma curricolare, mentre il sabato sono articolati in stage svolti da insegnanti esterni, a coronamento del curriculum infrasettimanale. Il corpo docenti è composto da Peppe Miale (recitazione, improvvisazione, regia), Sergio Di Paola (commedia dell’arte, clownerie), Massimo De Matteo (recitazione), Angela de Matteo (recitazione, elementi propedeutici al canto), Pino L’Abbate (dizione, dizione poetica), Laura Zaccaria (mimo, espressione corporea), Lorena Leone (movimento corporeo), Leda Conti (storia del teatro, recitazione in inglese), Gioia Miale (recitazione).

Molti suoi ex allievi lavorano in accademie drammatiche o in compagnie famose, e il corpo docente stesso ha accumulato una lunga e solida esperienza. A questo possiamo aggiungere anche la modestia: come lo stesso Peppe Miale, direttore artistico, ha dichiarato, “il nostro miglior riconoscimento è assistere alla realizzazione degli allievi”.

Tra gli spettacoli ospitati o prodotti in passato segnaliamo “Non ci resta che vivere” di Sergio Di Paola, “#Lavorover40” di Bruno Tramice, “Il sogno” di Marcello Cozzolino, “Sporte ‘e nummere e caurare ‘e stelle” di Angelo Serio, “Campionamenti da Stelle Nane” di Ida Vinella, “Priscilla killer drag” di Fabio Brescia, “Le guardie del suo corpo” di Mario Gelardi, “Il rosario” di Mario Santella (tratto dall’opera di Federico De Roberto).

Nella stagione 2016/2017 è stato parte, insieme allo Start/Interno 5, al TAN – Teatro Area Nord e al Piccolo Bellini, della rete Politeatro – Rete dei piccoli teatri metropolitani.

Si ricorda anche la partecipazione al “Festival multiculturale del friariello” tenuto a Materdei nel marzo 2011.

Tra i progetti per il futuro il Théâtre De Poche annovera la produzione di alcuni spettacoli, come “Non dirmi che hai paura”, tratto dal romanzo di Giuseppe Catozzella” e “La riunificazione delle due Coree” di Joël Pommerat, e il rafforzamento in generale della produzione artistica.

Lo spettatore del Théâtre De Poche viene ad ascoltare una bella storia, nata dalla primordiale, ancestrale necessità di raccontare e fatta secondo le più elementari leggi dello spettacolo, in una dimensione squisitamente artigianale.

 

Direzione e botteghino

Via Salvatore Tommasi 15, Napoli

theatre.depoche@libero.it

 

Come arrivare

Linea 1 fermata Dante

Bus linee 182 e 139

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novembre 11th, 1991 by Giuseppe Grasso

Associazione Noi per Napoli

 

L’associazione “Noi per Napoli” nasce dall’esperienza degli artisti stabilmente impegnati al San Carlo, e lo stesso direttore artistico, Luca Lupoli, è un tenore, mentre la cofondatrice Olga De Maio è una soprano. Il suo obiettivo è promuovere la conoscenza e la diffusione della lirica, della musica da salotto, della canzone napoletana presso il grande pubblico.

Noi per Napoli vede originariamente la luce nel 1991 ad opera di Emilia Gallo: scopo di questo atto è il rilancio sociale e morale della città di Napoli, realizzando molteplici eventi, come l’istituzione del premio di Poesia ” Sebeto” e del premio “Centro storico”, o le mostre di pittura in Piazza del Gesù e in varie chiese del centro storico quali s. Marta e s. Francesco delle Monache.

Nel dicembre del 2013 l’associazione rinasce ad opera di De Maio e Lupoli e riprende a pieno regime la sua attività. Agli eventi cui ha partecipato ricordiamo la partecipazione a Maggio dei Monumenti; al Forum Internazionale delle Culture; alla celebrazione dei 150 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, evento intitolato “Cantando la dolce Napoli, il sogno di Jugiano”; la rassegna teatrale “Ris-Arte ai Colli”; la partecipazione al 60° anniversario dei Trattati di Roma. Tra i progetti creati segnaliamo l’istituzione del “Galà per Enrico Caruso” e del “Festival Canoro S.Teresa Aminei”.

L’offerta dell’associazione si basa su concerti, spettacoli, mostre, festival: si cerca di unire la musica ad un momento di convivialità e di conoscenza del territorio, attraverso la rassegna “Luoghi storici e musica”, quindi portando la nostra musica in luoghi non tradizionali. Negli anni scorsi, ad esempio, Noi per Napoli ha visitato lo storico bar Gambrinus, Palazzo Caracciolo, sant’Anna dei Lombardi (in occasione del concerto pasquale 2018), il borgo di Sommana (in provincia di Caserta), e ha organizzato interessanti eventi quali la passeggiata nella Napoli Liberty, nel quartiere Chiaia, nell’aprile 2018.

Si tratta, comunque di un’attività impegnativa, perché gli stessi organizzatori sanno che si tratta di un mondo di nicchia, sconosciuto o quasi al grande pubblico e soprattutto ai giovani. Di qui la scelta vincente, molto apprezzata dal pubblico, di abbinare all’evento musicale la visita di un luogo storico della città, magari perseguendo anche finalità benefiche, per esempio in occasione di alcuni concerti di Capodanno al Delle Palme.

“Noi per Napoli” offre quindi un momento di arricchimento, per quanto riguarda la conoscenza della città e della musica.

 

Direzione e botteghino

Via Nicolardi 224, Napoli

Gli spettacoli si svolgono in itinere in luoghi scelti di volta in volta. Contattare l’associazione per ulteriori dettagli.

 

Come arrivare

Metro linea 1 fermata Colli Aminei

Bus R4

 

 

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gennaio 1st, 1991 by Giuseppe Grasso

Magma Teatro Club

 

L’associazione Magma Teatro Club, gestita da Balagancik Teatro, si configura come associazione dal 2013 ma nsce nel 1991 come cooperativa. Il suo nome lo si deve al titolo di un dramma di Block ed è stato scelto per varie ragioni: per il suono della parola, per il significato, che vuol dire “Piccolo baraccone dei saltimbanchi”, e perché è la prima regia di Mejerchol’d, allievo di Stanislavskij, e l’associazione è molto legata al teatro simbolista russo. Il Magma invece è nato nel novembre 2016 in un locale di Torre del Greco costruito sulla lava dell’eruzione del 1631, da cui il nome, e che si vede anche in un angolo della scena. Il teatro, composto da una piccola sala di circa cinquanta posti, è sito in un ampio giardino e si affaccia sul mare: dal terrazzo del foyer si può godere di una vista meravigliosa, che comprende il Vesuvio, il Monte Faito, Castellammare, la penisola Sorrentina, Capri. Sono anche previsti lavori per la nuova stagione per migliorare la sala con il riscaldamento ed altre comodità per il pubblico.

Pur autodefinendosi una realtà di nicchia il Magma è in realtà un buon teatro di ricerca e innovazione: uno dei cardini del suo modus operandi infatti è quello di cercare di portare spettacoli che non siano già inseriti in circuiti più noti. Allo stesso modo, cerca di portare l’attenzione del pubblico verso quei talenti locali che hanno difficoltà a mettersi in mostra; e quelli selezionati dal Magma sono talenti veri, non amatori, da valorizzare e gratificare. Un discorso analogo viene fatto per i giovani, che vengono ricercati in tutta Italia e proposti anche negli ultimi spettacoli ospitati dalla compagnia.

Se il Magma si dimostra quindi volenteroso, serio e competente nella ricerca e nella scelta degli spettacoli degli attori, in un certo senso lo stesso discorso si può fare anche per quanto riguarda gli spettatori: “Cerchiamo pubblico competente” dichiara infatti l’associazione, ovviamente con la speranza che la sua offerta possa essere apprezzata e compresa al meglio.

Pur sentendosi “periferia della periferia” il Magma è felice di constatare che nella sua zona c’è cultura teatrale, c’è fermento e voglia del pubblico che spesso viene anche fidelizzato: lo dimostra il fatto che il cartellone si è evoluto, passando da dodici spettacoli da una serata a quindici eventi da tre serate nella stagione ’17/18.

Il Magma offre l’accreditamento della carta docente e del bonus per i diciottenni per l’acquisto dei biglietti coi bonus, e l’acceso al parcheggio privato previa iscrizione all’area soci. Ancora, si rende disponibile all’alternanza scuola-lavoro con progetti per l’area tecnica, la scenografia, i costumi, e dall’anno prossimo anche per la creazione e la diffusione degli eventi culturali.

Parlando di produzione il Magma ci racconta di come sia difficile unire molte competenze disparate, alcune delle quali anche sottovalutate, come quelle non artistiche. Spesso comunque rimane un’attività di nicchia, poiché per il sostentamento il lavoro di professionisti come la scrittura non basta. Servono quindi altre attività come i laboratori per arrivare fine mese. Un’altro problema che attanaglia il teatro è la poca circuitazione, dato che le sale non garantiscono i minimi: non è raro vedere spettacoli valenti che fanno poche repliche. Spesso sono assenti anche le sovvenzioni e gli sponsor.

Il Magma spicca anche per l’ospitalità, che riesce a rendere più semplice oltre che gratificante un’attività spinosa come quella di portare pubblico a teatro, riuscendo anche a produrre “plusvalenze” in termini di spettatori: un visitatore contento portertà più facilmente qualcuno con sé la prossima volta.

Il Magma è una realtà in crescita, riconosciuta anche dalle compagnie (solo per l’ultima stagione se ne sono proposte quaranta) e dall’ambiente in generale; il primo anno è stato difficile perché le compagnie temevano che non ci fosse pubblico, ma già il secondo anno è stato molto più facile. Grazie alla reputazione acquisita l’associazione ha deciso di partecipare ad un bando per selezionare giovani compagnie e ospitarle per aiutarli con i loro, ed è entrata a far parte della rete “Palcoscenici irregolari”, insieme ad altre sale quali il Centro Teatro Spazio, il Teatro di sotto, il Teatro santa Sofia a Salerno, al fine di rendere economicamente sostenibile il far venire compagnie da fuori zona potendo avere più teatri per rendere attuabile una collaborazione.

Gli spettatori che assistono ad uno spettacolo al Magma si possono fidare dei criteri di selezione degli spettacoli, che al di là del gusto personale sono sempre di qualità e solo in base a questa scelti. Secondo l’associazione infatti lo scambio di spettacoli, cioè il ricambiare un’ospitata, è “Il cancro del teatro”.

 

Direzione e botteghino

Via Mortelle 62, Torre del Greco

info@balagancik.it

 

Come arrivare

In auto tramite A3

Con i mezzi pubblici tramite la Circumvesuviana a Piazza Garibaldi

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