intorno al teatro Galleria toledo

galleria toledo e dintorni

GALLERIA TOLEDO

IL TERRITORIO

I Quartieri Spagnoli! Questo è il contesto dove è nato e si è sviluppato il Teatro Galleria Toledo, “Centro di produzione e osservatorio teatrale, luogo d’accoglienza per teatro musica e cinema di qualità, sempre sollecito a sostenere eventi collegati alle emergenze sociali.”

I Quartieri Spagnoli, cuore vivo e pulsante della Napoli “vera”, nati per volere del viceré Don Pedro di Toledo, il quale decise la costruzione del quartiere verso il 1536, al fine di ospitare i suoi soldati che avevano il compito di reprimere eventuali ribellioni napoletane. Inoltre, in questi palazzi, erano anche ospitate le truppe spagnole dirette su altri fronti di guerra, che facevano tappa a Napoli.

A destra e a sinistra di queste viuzze indedalate tra loro, si aprono bassi, botteghe artigiane, antiquari, testimoni della storia, accanto a questi proliferano spazi nuovi dedicati allo spettacolo, alla degustazione di buon cibo e vini, animando quella che si avvia ad essere un’alternativa movida napoletana… i bad and break fast si moltiplicano, frotte di turisti fin dalle prime ore del mattino animano le traverse, incantandosi a guardare ora il fruttivendolo Angelo che, per il loro ristoro, ha sistemato fuori la sua bottega, allegre e colorate panchine ricavate dai bancali di legno utilizzati nei trasporti, ora il banchetto dei fiori, ora i numerosi striscioni che vanno da un capo all’altro del vico, inneggiando alla squadra della città ed ai sui eroi…..

Nella piazza di Montecalvario la chiesa omonima, costruita per volontà della nobile napoletana Ilaria d’Apuzzo nel 1560. Ancora oggi “nei Quartieri”…è molto vivo il culto della Vergine, infatti; in suo onore, il giorno di Sabato Santo, la statua dell’Immacolata viene portata in processione su di un carro.

La Pignasecca uno dei più noti e antichi mercati alimentari della città, qui, in questa zona popolare e popolosa della città, si trova l’antico ospedale dei “Pellegrini” con le sue due chiese, la stazione della ferrovia “Vesuviana” e quella della “Funicolare di Montesanto”, che collega il quartiere alla collina del Vomero. S.Liborio, una delle più famose strade dei Quartieri Spagnoli, prende il nome da una chiesa situata a Piazza Carità, costruita nel 1694 e destinata ad un conservatorio di suore.

IL CIBO

Nennella dove scegliere la pasta e patate con la provola, le mozzarelline fritte, le zucchine alla scapece, tra le urla e gli insulti di camerieri sovrappeso…

Lungo la salita di Montecalvario, Bruno con il suo chiosco dell’acqua, a “banca e ll’acqua”, famoso lo “sciroppo americano”, un cocktail di sciroppi analcolici che con un pizzico di bicarbonato assolve anche a funzioni digestive; mentre lo sorseggiate potrebbe raccontarvi del suo impegno politico e offrirvi prospettive e riflessioni inedite sulla vita del quartiere e sull’evoluzione della città. Bruno, l’acquaiolo saggio.

La Risotteria Valù, realizzata in un antica stalla o ricovero di mezzi che, nel corso dei secoli ha cambiato innumerevoli volte destinazione d’uso, fino a divenire l’accogliente  luogo che è oggi. Un unico ambiente, in cui la sala e la cucina sono divise da una parete in vetro temperato, attraverso cui poter vedere il personale all’opera con la preparazione dei piatti.

Il Bar Mastracchio, unico nel mondo con il suo caffè caldo-freddo, inventato grazie ad un errore del suo proprietario!

CURIOSITA’

Via S.Liborio, deve la sua notorietà alla famosissima commedia “Filumena Maturano” di Eduardo De Filippo nella quale è rievocata la storia di una ragazza diventata prostituta per necessità. Filumena, nel suo celeberrimo monologo finale, racconta della sua infanzia in “Via San Liborio”, infatti, dove abitava in un “basso” insieme a tanti altri componenti della sua famiglia

Il termine Pignasecca si deve ad un’antica credenza popolare: si racconta, infatti, che un vescovo napoletano fece affiggere sul tronco di un pino una bolla di scomunica e, appena il foglio fu appoggiato all’albero, questo si seccò di colpo. Da allora la “Pignasecca” ha questo nome che ancora oggi la caratterizza.

novembre 19th, 2016 by Vittorio De Vito_inplatea