intorno al teatro San Ferdinando

TEATRO SAN FERDINANDO

Il teatro San Ferdinando fu edificato verso la fine del ‘700 ed  inaugurato con un’opera di Cimarosa e per un certo periodo divenne luogo di svago dell’élite e degli aristocratici napoletani. Dalla seconda metà dell’800, il Teatro San Ferdinando (all’epoca dalla ampia platea ellittica, quattro ordini di palchi ed un palco Reale)  ha visto avvicendarsi  diverse amministrazioni che lo hanno relegato al ruolo di teatro di serie B, accogliendo sul suo palcoscenico compagnie minori e in platea un  pubblico molto meno aristocratico.  In seguito vide una lenta ripresa grazie al succedersi di prestigiosi e valenti attori come Federico Stella, Antonio Petito, Eduardo Scarpetta, Amedeo Girad, Salvatore De Muto fino alla metà degli anni ’30 quando la compagnia Cafiero-Fumo  portò la sceneggiata sulle tavole del suo palco. Nel  Settembre del 1943 il Teatro San Ferdinando venne bombardato e miseramente distrutto. Fu nel 1948 che il teatro rivide una nuova aurora ,quando Eduardo De Filippo lo rilevò. Finalmente nel 1954 e per i successivi venti anni, il teatro, completamente trasformato nella struttura, accolse la compagnia del grande drammaturgo e capocomico e si fregiò della sua direzione artistica. Successivamente negli anni ’80 fu di nuovo chiuso e dimenticato fino alla fine degli anni ’90 quando Luca De Filippo donò il teatro alla città di Napoli.  Attualmente il Teatro San Ferdinando  è gestito dal Teatro Stabile di Napoli che ne cura le attività parallelamente al Teatro Mercadante.                                                                                            

IL TERRITORIO

Al San Ferdinando si giunge attraversando Via Foria, la lunga ed antica strada borbonica, sede di sontuosi palazzi della aristocrazia napoletana, via a cui Carlo III di Borbone e,in seguito, Ferdinando IV vollero dare particolare risalto facendovi costruire all’ingresso lo spettacolare Palazzo Fuga, conosciuto come Palazzo dei Poveri (in dialetto napoletano ‘o serraglio) ed il Real Orto Botanico (attuale sede della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e meraviglioso giardino dove sono raccolte  numerose specie di piante rare) ed alla fine il  monumentale Museo Archeologico. Oggi Via Foria è una strada (lunga esattamente 1 Km) che vede sfociare lungo il suo percorso alcuni dei più caratteristici quartieri di Napoli come i Vergini e la Sanità, il Quartiere Stella e San Carlo all’Arena che la vedono intarsiata di meravigliosi gioielli urbanistici ed architettonici che ne arricchiscono il già ricco scenario, come ad esempio Porta San Gennaro, la Caserma Garibaldi (di cui è visibile l’originaria cinta muraria aragonese), il Borgo di Sant’Antonio Abate (‘o Buvero),  Via Duomo, Via Costantinopoli e le sue mura greche etc.

IL CIBO

I locali che storicamente quasi rappresentano Via Foria sono senza dubbio le pizzerie storiche che costeggiano la strada, come Lombardi e Capasso a Porta San Gennaro o i più recenti ristoranti come ‘A  Figlia d’ ‘o marenaro o il ristorante pizzeria Da Corrado dove pare si gusti la vera zuppa di cozze o la tipicissima  trattoria ‘A cucina di mammà. Ultimamente stanno nascendo anche alcuni  Pub e locali lungo la strada e nei dintorni come Porkis e Foria 46 Beer and Burger. Ma nulla vieta di inoltrarsi nei tipicissimi vicoli della Sanità ed accomodarsi nella Pizzeria  Oliva  Da Concettina ai Tre Santi o, pochi metri prima, gustare le delizie della Pasticceria Poppella. Inoltre Via Foria è la sede storica dell’ormai famosissimo tarallificio Leopoldo e del Panificio Rescigno.

CURIOSITÀ

  • Inizialmente fu proposto di intitolare il teatro al Re Ferdinando IV di Borbone, ma la Deputazione dei Teatri non ritenne opportuna la scelta (in quanto, nella sua costruzione, non vi era stata alcuna partecipazione economica da parte della casa Reale) e propose invece di intitolarlo, come era di consuetudine in quel periodo, ad un Santo. Da qui il compromesso di intitolarlo sì ad un Santo ma con chiaro riferimento al Re Nasone.
  • Eduardo De Filippo acquistò i ruderi del Teatro San Ferdinando (ridotto in macerie dai bombardamenti del ’43) per circa 3 milioni di lire e si accollò le onerose spese per i lavori di riedificazione che durarono oltre 6 anni richiedendo non pochi sforzi da parte del grande drammaturgo.
  • La piazza che accoglie il teatro (ex piazza Teatro San Ferdinando) è stata recentemente intitolata ad Eduardo De Filippo

Roberta Serrano

 

novembre 19th, 2016 by Vittorio De Vito_inplatea